23 FEBBRAIO 2009
"La ricerca con animali per guarire mia figlia malata"...
note a margine della lettera di una madre al quotidiano Varesenews
Cara Sig.ra Maddalena,
abbiamo letto su Varesenews la sua lettera di sostegno alla vivisezione.
Quando l'abbiamo incontrata al presidio fuori dai Molini Marzoli, un anno fa, abbiamo discusso con lei della questione della ricerca su animali inermi. Lo scambio che fugacemente ha avuto luogo ha dato esito, come lei dice, a una bel confronto. Confronto che meriterebbe ben altro spazio e approfondimento alla luce dell'intresse collettivo che sottintende. Non e' solo con lei che dobbiamo discutere infatti, ma anche e soprattutto con un'universita' che da oltre un anno ci nega un confronto aperto e sincero tramite la complicita' ormai di carattere omertoso del Comune.
Inoltre, ci teniamo a spiegare che per noi non e' importante, in fondo, che lei fosse li' per caso o meno: quello che piu' ci rattrista e' vedere come le sue lacrime, nei giorni successivi, siano state freddamente utilizzate dalle autorita' accademiche e da alcuni ricercatori senza scrupoli, che hanno colto la palla al balzo per incanalare ed utilizzare emozioni, utili a rendere accettabile una precisa scelta in favore dell'attivita' vivisettoria.
Ugualianza e liberta' sono principi generali ai quali ogni individuo dovrebbe riferirsi per compiere le proprie scelte, anche le piu' dolorose. Provi ad immaginare se la comunita' non potesse contare che sull'interesse specifico: il dolore di ognuno di noi crescerebbe in un clima generale in cui la solidarieta' disinteressata verrebbe drammaticamente meno.
E' tempo di interrogarsi sul perche' alle minoranze subalterne non sia data la possibilita' di avvalersi delle stesse opportunita' ad altri riconosciute come fondamentali: e' tempo di saper distinguere i diritti dai privilegi.
Noi riconosciamo il suo dolore, il suo smarrimento, l'amore per sua figlia. Lo riteniamo non solo legittimo, ma bello. Si tratta di sentimenti, e i sentimenti non si discutono, al massimo si cerca di comprenderli nella loro profondita'. E, soprattutto, una discussione sui suoi sentimenti che pretenderebbe di subissarli di fronte ad una legge, morale e/o giuridica, sarebbe, anche da parte nostra, una forma di strumentalizzazione del dolore. Noi, che ci battiamo perche' gli animali non siano trattati come oggetti, non vogliamo trattare come un oggetto nessuno, proprio perche' ci sforziamo di oltrepassare la logica dell'interesse egoistico e di categoria.
Lasciamo volentieri a chi costruisce la propria carriera sui corpi degli animali il compito di costruirla anche sulla sua sofferenza di madre.
La salutiamo
Coalizione contro la Vivisezione nelle Universita' - Offensiva all'Uninsubria
www.bastavivisezione.net