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| Nel 1998 l’Università degliStudi dell’Insubria viene fondata a Varese dall’attuale rettore Renzo Dionigi; negli anni successivi vengono istituite le sedi di Busto Arsizio, Como, Lecco e Saronno. Numerosi corsi prevedono il massacro di migliaia di animali ogni anno. Decine di ricercatori, molti dei quali privati, usufruiscono di fondi, strutture ed edifici pubblici per i propri esperimenti. Il Comune di Busto Arsizio ospita Uninsubria nella zona centrale degli ex Molini Marzoli Massari, detta Tecnocity.
Prendendo in esame i protocolli 2003, 2004, 2005 di sperimentazioni ancora in corso all’Uninsubria di Busto Arsizio sappiamo che migliaia di ratti e topi vengono impiegati per identificare i meccanismi di dipendenza da cannabinoidi ed oppiacei. Lei sostanze stupefacenti vengono somministrate agli animali per via sottocutanea, nell’addome e nel cervello per mezzo di sonde impiantate nel cranio. Per verificare la risposta ai farmaci si eseguono test di stimolazione al dolore: pressione della coda con una pinza e posizionamento dell’animale su piastre roventi. Eppure che gli oppioidi causino dipendenza fisica è risaputo, mentre i cannabinoidi la creano negli animali ma non nell’uomo.L’uso di animali modificati geneticamente dimostra che non sono un modello valido, altrimenti non si spiegherebbe la necessità di mutarli nel DNA con lo scopo di renderli più simili all’uomo. L’altra branchia di test dell’Insubria di Busto Arsizio riguarda la ricerca degli effetti anti-tumorali di sostanze, quali quelle contenenti platino. Si vuole verificare l’effetto di sstanze a base di platino come terapia contro i tumori. Si igniettano artificialmente cellule anti-tumorali negli animali per ottenere modelli di osservazione. Eppure dal 1940 ad oggi oltre due milioni di studi scientifici a riguardo sono stati pubblicati, la maggior parte dei quali hanno fatto ricorso alla vivisezione, ma il numero di decessi è in continuo aumento. Perfino le due specie più affini del regno animale, il ratto e il topo, reagiscono in modo diverso allo stimolo di sostanze cancerogene(in media su 100, 50 provocano il cancro nel ratto mentre le stesse sono tollerate dal topo e viceversa). Il passaggio della prova da animale all’uomo dimostra che,nel caso di farmaci 4 molecole su 5 vengono scartate a causa degli effetti imprevisti dal test sull’animale. La prevenzione e la rimozione chirurgica sono le uniche armi contro i tumori. Ciò che va messo in discussione sono gli stili di vita che mettono a repentaglio la popolazione. Circa il 90% dei tumori hanno origine ambientale, quindi sono proprio le industrie a capo del sistema la causa principale del mali;mentre esse con una mano inquinano e con l’altra elargiscono beneficenza noi siamo sottoposti alla frenesia del lavoro che danneggia il riposo,alla mancanza di tempo ed energia per una attività fisica adeguata, affliti da un malessere psichico generalizzato. La vera lotta al cancro passa da questa consapevolezza oltre che dalla rinuncia alle droghe, al fumo, all’alcool e ad un’alimetazione intrisa di grassi e proteine animali. Come sempre dobbiamo affrontare i problemi alla radice per evitare di imbatterci e causarne di nuovi. Agire contro la vivisezione, partecipare e supportare un’Offensiva all’Uninsubria è un atto di responsabilità verso gli animali non umani e nei confronti della terra che abitiamo. La scienza vivisettrice miete mezzo miliardo di vittime ogni anno nel mondo. Senza il coinvolgimento degli individui nulla è destinato a cambiare. Le semplici richieste rimangono inascoltate. Le proteste e le azioni di disturbo della campagna “Offensiva all’UnInsubria” non si fermeranno fino a quando: Ci impegnamo ad instaurare un dialogo con gli studenti, fornendo loro il modulo per l’obiezione di coscienza, laddove i docenti per inadempienza non lo fanno. Il conseguimento di questi risultati specifici comporterà un notevole passo avanti verso la liberazione degli esseri viventi dallo sfruttamento. |
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